Allenamento e tecnica

Armi e impugnature delle armi

 

Nella scherma le armi accademiche sono tre: il fioretto, la spada e la sciabola. Il fioretto è l’arma classica e, come per la spada, si tocca l’avversario solo di punta, mentre per la sciabola è ammesso il colpo di punta, di taglio e controtaglio. Le parti comuni alle tre armi sono la lama, la coccia e l’impugnatura.

 

Il fioretto è l’arma base della scherma e con esso si dovrebbero avviare i giovanissimi alla pratica di questo sport. Al classico fioretto «italiano» si è affiancata l’impugnatura «francese» ed «anatomica», quest’ultima oggi la più usata. All’estremità della lama, la cui sezione è quadrata, si trova la punta che è costituita da un pistoncino con una testa a forma di fungo, il quale scorre in un cilindro fissato alla lama; l’insieme di queste strutture forma un interruttore elettrico tenuto aperto da una piccola molla tarata a Kg 0,500. Quando è esercitata una pressione superiore alla taratura, l’interruttore si chiude facendo funzionare l’apparecchiatura che segnala le stoccate. Il peso totale del fioretto rimane sempre al di sotto dei Kg 0,500. Il bersaglio valido anteriormente è tutto il tronco, dalla linea delle spalle fino alla linea dell’inguine e posteriormente dalla linea delle spalle alla linea della cintura.

 

La spada è un’arma più pesante del fioretto ed è caratterizzata dalla coccia semisferica nella quale la lama s’inserisce eccentricamente per permettere alla coccia di coprire il pugno. Le impugnature nella spada sono due: francese ed anatomica. Nella spada la punta deve essere tarata a Kg 0,750 e la sezione della lama è a forma di «V» (con l’apice rivolto verso il basso). Il peso totale dell’arma deve essere inferiore a Kg. 0,700. Nella spada il bersaglio valido è tutto il corpo, nessuna parte esclusa.

 

La sciabola è costituita da una lama a sezione rettangolare. Alla lama fa seguito la coccia in metallo la quale continua con l’elsa che ripara il pugno. Il bersaglio valido è dalla linea della cintura in su, compresi gli arti  superiori e la testa.

 

La lama di tutte le armi (la cui lunghezza varia tra gli 85 cm. e i 90 cm., in base all’età dell’atleta) può essere idealmente divisa, lungo il suo asse longitudinale, in tre parti chiamate «gradi».  Partendo dalla coccia ed arrivando alla punta, i gradi sono così distribuiti: il primo terzo sono i gradi forti, il secondo terzo sono i gradi medi ed infine l’ultimo terzo sono i gradi deboli.

 

Come ho già detto, esistono tre modi di impugnare l’arma in base al tipo d’impugnatura utilizzata che può essere «Italiana», «Francese» o «Anatomica », si rende necessario, pertanto, descrivere come queste impugnature devono essere tecnicamente eseguite.

 

Impugnatura Italiana

Nel fioretto italiano il pollice si trova sopra la parte piatta dell’impugnatura,  il dito indice e medio sono posti tra il ricasso e l’archetto di sinistra, l’ultima falange del dito indice si trova sotto l’angolo di ricasso e l’unghia appoggiata contro il cuscinetto. L’ultima falange del dito medio appoggia tra il gavigliano ed il ricasso. Il manico, che si dovrà trovare sempre lungo l’incavo della mano in modo che il pomolo sia al centro del polso, è tenuto fermo dal dito anulare e dal mignolo, unica funzione che hanno queste due dita, mentre il pollice e l’indice hanno lo scopo di dirigere la punta.

 

Impugnatura Francese

Il manico dell’impugnatura francese, grazie alla sua linearità, non presenta grandi difficoltà nella tecnica di presa. Il pollice e l’indice si trovano l’uno nella parte superiore e l’altro nella parte inferiore del manico. Queste due dita, come nel fioretto italiano, avranno lo scopo di dirigere la punta dell’arma. Entrambe sono leggermente a contatto con la coccia imbottita da un cuscinetto di stoffa o di gomma. Le ultime tre dita, medio, anulare e mignolo, fasciano il manico, con il compito di tenerlo aderente al polso.

 

Impugnatura Anatomica

L’impugnatura anatomica, ad un primo impatto, non presenta difficoltà dovendo l’allievo impugnare la stessa avvolgendo la mano ad una sagoma ortopedica. La rapidità con la quale i giovani schermidori imparano ad impugnare correttamente l’arma depone a favore della semplicità della sua forma. Attualmente questo tipo d’impugnatura è il più usato ed ha risolto moti problemi legati alla struttura dell’elsa, infatti i casi di sovraccarico con deficit funzionale dei muscoli dell’avambraccio sono diventati relativamente rari. Oggi giorno sono prodotti differenti tipi d’impugnatura anatomica che variano, soprattutto, nelle dimensioni delle parti che la costituiscono, affinché queste si adattino alla morfologia delle mani degli schermidori. Per queste impugnature permangono sempre i criteri che attribuiscono ad esse la caratteristica di essere considerate «anatomiche». Il pollice e l’indice si comportano come nel fioretto francese ed italiano, in pratica si troveranno sulla parte piatta dell’impugnatura, subito dietro la superficie concava della coccia; il medio, l’anulare ed il mignolo si adatteranno alla forma sagomata dell’impugnatura, mantenendo la presa più o meno salda in base alle situazioni tecnico-tattiche dell’assalto.

 

La presa dell’impugnatura

Una buona impugnatura è senz’altro la premessa indispensabile per il soggetto che desidera iniziare la pratica schermistica. La capacità di prensione della mano è la funzione principale che permette all’atleta di impugnare l’arma. Le prese che ognuno di noi realizza nelle varie attività giornaliere sono classificate in tre gruppi: digitali, palmari e centrate. Ognuno di questi tre gruppi è rappresentato dall’impugnatura che esegue lo schermidore. Fra le varie prese digitali, l’impugnatura dell’arma può essere classificata come una prensione sub-termino laterale o pulpo-laterale, come quando, per esempio, nella vita quotidiana  viene tenuta una moneta tra pollice ed indice. La presa è sicura ed allo stesso tempo fine al punto da percepire la forza con cui essa è eseguita. Le prese palmari, a differenza delle precedenti, fanno intervenire anche il palmo della mano e si dividono in due categorie in base all’uso, o meno, del pollice.  Nella scherma questo dito prende parte alla presa, la quale, pertanto, viene definita a piena mano o pieno palmo. Tutto il palmo si adatta alla forma dell’impugnatura e, siccome il volume dell’oggetto condiziona la forma di prensione, questa è ottima quando la forma dell’impugnatura permette al pollice di venire il più possibile a contatto con l’indice. Le prese centrali, infine, permettono di realizzare una simmetria intorno ad un asse longitudinale che si confonde con l’asse dell’avambraccio. Considerando l’arma come il prolungamento dell’arto superiore è facile comprendere che, nella presa dell’impugnatura, anche questo tipo di prensione è integrato insieme con le altre due.

 

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