Allenamento e tecnica

Gli atteggiamenti con le armi

 

Lo schermidore in posizione di guardia di fronte all’avversario adotta determinate posizioni denominate «atteggiamenti», esse sono: arma in linea, invito e legamento.

 

L’arma in linea

Per arma in linea si intende una linea retta e parallela al suolo formata dal braccio e dall’arma, pertanto si ipotizza una linea d’offesa (parallela alla linea direttrice) la quale prolungandosi immaginariamente si congiunge con il petto dell’avversario. Quest’atteggiamento è il più semplice che lo schermidore può assumere; esso va eseguito, nel fioretto e nella sciabola, prima che l’avversario inizi un’azione d’attacco. Con l’arma in linea è minacciato costantemente il bersaglio dell’avversario e viene impedito qualsiasi tipo di contrattacco da parte dell’avversario stesso se quest’ultimo non sposta preventivamente con la propria lama il ferro in linea che lo sta minacciando.

 

L’invito

Esistono quattro inviti: di 1a 2a 3a 4a.

I movimenti che verranno descritti, necessari per effettuare gli inviti, sono compiuti dall'atleta in un unico tempo. Invito di 1a o mezzocerchio: il pugno è in posizione di 3a in 4a e la mano armata viene portata sulla stessa linea della spalla controlaterale; la punta dell'arma è sotto il pugno e, durante i movimenti che completano l’esecuzione dell’invito, descrive un piccolo semicerchio in senso orario che la porta alla destra del torace dell’avversario. Quest'invito porta il fioretto alla sinistra della propria linea d'offesa, scoprendo la linea esterna bassa (fianco). Invito di 2a: la posizione del pugno può essere di 2a o di 4a, il braccio viene abbassato diagonalmente verso destra, estendendo leggermente il gomito, il pugno si verrà a trovare all’incirca all’altezza della spina iliaca antero-superiore, ma spostato lievemente verso l’esterno. La punta dell'arma è sotto il pugno e descrive un mezzo cerchio in senso antiorario, terminando alla sinistra del fianco dell'avversario, il fioretto viene portato alla destra della propria linea d'offesa, pertanto si scopre la linea alta (torace). Invito di 3a: l'atleta può portare il pugno in posizione di 4a o di 3a, il gomito dell'arto armato viene leggermente flesso rispetto alla posizione di guardia, con conseguente avvicinamento del pugno alla spalla omolaterale. In questo invito la punta dell'arma è sopra il pugno e, portandola alla destra della propria linea d'offesa, si troverà alla sinistra del torace dell’avversario; si scopre, quindi, la linea interna alta (torace). Invito di 4a: il pugno è in posizione di 3a in 4a ed il braccio armato è leggermente esteso al gomito, rispetto alla posizione di guardia, ed avvicinato alla linea mediana del corpo, in modo tale che il pugno raggiunga una posizione leggermente più bassa rispetto al punto in cui si trova quando lo schermidore esegue l’invito di 1a. In questo modo si scopre la linea esterna alta (torace) e la punta è indirizzata alla destra del torace dell’avversario.

Gli inviti sono degli atteggiamenti che portano, come abbiamo visto, a scoprire determinate parti del proprio bersaglio. L’atleta, che è consapevole ciò, può sfruttare l’invito per costringere l’avversario ad attaccare il bersaglio rimasto scoperto, per poi, successivamente, parare e passare al contrattacco. Si configura in questo caso un controtempo.

 

Il legamento

I legamenti non sono altro che inviti in cui il ferro dell'avversario è dominato e deviato con la propria arma dalla sua linea d'offesa. Quest’atteggiamento si esegue con le stesse posizioni di braccio e di pugno degli inviti, ma con atteggiamento tattico diverso data la natura offensiva del legamento.

Nel legamento il contatto con l'arma può avvenire sia a stretta misura (misura camminando), sia a misura più lunga (misura di allungo). Nel primo caso i gradi medi della propria lama si portano contro i gradi deboli, a misura più lunga i gradi forti dominano i gradi deboli. In ogni caso è sempre ricercata la penetrazione della punta verso il bersaglio, attraverso la progressiva conquista dei gradi della lama dell’avversario.

Per eseguire un legamento si scopre necessariamente una parte del proprio bersaglio, ma questo è un atteggiamento dell'arma che costringe lo schermidore che lo subisce a non poter passare all'offesa se non anticipa il legamento stesso prendendo il tempo schermistico giusto all’avversario, mentre questo manifesta l’intenzione di legare il ferro, eludendo l’arma con un’azione di svincolo.

 

Nell’esecuzione sia degli inviti, sia dei legamenti, l’articolazione del gomito può modificare il proprio angolo di flesso-estensione raggiunto nella posizione di guardia. Lo schermidore, nonostante ciò, non deve mai né estendere completamente il gomito, in quanto rischierebbe di andare fuori misura, né fletterlo completamente, in quanto vedrebbe notevolmente ridotte le proprie possibilità di difendersi. Estendere completamente il gomito per eseguire un invito od un legamento agevola l’avversario, in quanto quest’ultimo può «rubare» più facilmente il tempo e la misura per passare al contrattacco. Nel caso di una flessione eccessiva, la vicinanza della propria lama al proprio bersaglio ritarda il tempo di reazione per un’eventuale parata nei confronti di un attacco od un’uscita in tempo dell’avversario. Quest’ultimo, avvicinandosi di più in tal modo al bersaglio, acquisisce, in quei brevi istanti, maggior velocità e maggior penetrazione della punta della propria arma.

 

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